Il collega digitale

Il collega digitale

Probabilmente in molti si sono già chiesti come sarebbe il nostro lavoro se un domani il nostro collega dovesse diventare “digitale”. Una curiosità che viene subito dopo il timore (per adesso ancora piuttosto infondato) che anche il nostro posto di lavoro possa essere soppiantato da qualche diavoleria tecnologica.
L’arrivo di un collega digitale, non necessariamente che ne vada a sostituire uno in carne ed ossa, è tutt’altro che una possibilità remota, sia che abbia l’aspetto di un robot a sembianze umane, che sia un braccio robotizzato, che sia uno smart speaker.

Non bastava l’intelligenza artificiale?

Non si tratta di una semplice introduzione di intelligenza artificiale, per quanto anch’essa volta all’incremento dell’efficienza, della velocità e della precisione. Si tratta dell’introduzione di una forza lavoro intelligente che operi in maniera automatizzata, facendosi carico di un intero processo dalla A alla Z.

Il vero vantaggio è nella possibilità di svincolare le risorse dai ruoli più semplici o ripetitivi, dando loro più spazio per quelli più stimolanti ed interessanti, quelli che maggiormente li soddisfano dal punto di vista emotivo e relazionale. E’ proprio questo aspetto la più importante delle garanzie per il proprio posto di lavoro: la possibilità di sviluppare della propria creatività, la propria conoscenza tecnica, renderà le risorse sempre più dei talenti di cui le organizzazioni non potranno fare a meno.

L’opportunità è il cambiamento

Lavorare con collega digitaleTutte le analisi statistiche effettuate in quest’ambito (da Gartner a McKinsey) mostrano come il bilancio fra posizioni di lavoro perse a causa della digitalizzazione di certi processi e quelle create dalla stessa tecnologia sia chiaramente a favore di queste ultime. Tradotto: chi è disposto a rimettersi in discussione uscendo dalla propria zona di confort non conoscerà crisi professionale, bensì scoprirà nove opportunità. Chi saprà vivere positivamente la collaborazione con un collega digitale, integrandola con l’imprescindibile contributo umano, troverà nuovi stimoli e sfide per vivere il proprio lavoro con rinnovata motivazione.

Certamente, questa integrazione fra forza lavoro umana e digitale non è banale né priva di difficoltà: prima fra tutte, l’opposizione al cambiamento. Come spesso accade nella realizzazione di progetti digitali in azienda, gli investimenti rischiano di avere dei rendimenti scarsi. Molto spesso la causa è alla base, nella mancanza di accordi fra i top manager su quelli che sono gli obiettivi di queste implementazioni. Occorre in questi casi definire e spiegare bene non solo l’opportunità, ma anche il problema che risolve e come l’azienda costruirà l’organizzazione attorno alla soluzione desiderata.
L’azienda deve essere poi in grado di ritarare i propri obiettivi su quelli personali del lavoratore, valorizzando maggiormente la componente umana del ruolo, attribuendo anche un merito all’automatizzazione con successo dei vari processi.
Insomma, anche per quella digitale, come per tutte le trasformazioni in un’organizzazione, la parola d’ordine è: comunicazione.


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