Corso per patentino muletto

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Scopo del corso per patentino muletto

I partecipanti al corso per carrellista (mulettista) imparano a condurre il muletto, a movimentare merci e ad operare in sicurezza conoscendo i rischi ed evitando situazioni di pericolo. Gli operatori con patentino per il muletto, sapranno sfruttare le potenzialità del carrello elevatore e così aumentano il rendimento, ottimizzano i tempi delle operazioni di movimentazione merci.

Cos’è il “patentino muletto”?

La patente per carrellisti, comunemente chiamata “patentino del muletto” è un corso sia teorico che pratico atto ad abilitare un lavoratore all’utilizzo in completa sicurezza del muletto in accordo con quanto siglato dall’Accordo Stato Regione del 22/02/2012 entrato in vigore il 13/03/2013.

Quello che viene chiamato comunemente muletto non è altro che il termine colloquiale per indicare il carrello elevatore.

Cioè un un mezzo operativo su ruote usato prevalentemente nell’industria ma anche nell’agricoltura. Funzionante grazie all’impiego di motori elettrici, diesel o a gas, viene impiegato per sollevare e poi movimentare le merci nei magazzini o per caricarli e scaricarli dai mezzi di trasporto.

Per la tua natura gergale il termine muletto identifica diversi tipi di mezzi operativi di sollevamento, quali:

  • Carrello commissionatore
  • Carrello elevatore controbilanciato elettrico o termico (frontale)
  • Carrello fuoristrada
  • Carrello laterale
  • Carrello per containerCarrello quadridirezionale
  • Carrello retrattile
  • Carrello stoccatore (sollevatore)
  • Carrello trilaterale
  • Sollevatore telescopico
  • Transpallet manuale o elettrico (caratterizzato da ingombro molto minore, in quanto timonato e sprovvisto di cabina di guida).

Nel nostro Paese non è prevista una vera e propria patente per il muletto rilasciata dalla motorizzazione. L’Italia si comporta come molti Paesi europei che non hanno una patente specifica come ad esempio succede nella vicina Svizzera attraverso un corso riconosciuto SUVA conseguibile solo attraverso una rete di scuole autorizzate.

In Italia così è richiesto un corso di 12 ore (minime) stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni nel 22/02/2012 che va erogato da soggetti formatori riconosciuti e che spesso coincidono con le scuole di formazione accreditate presso le varie Regioni italiane.

Nell’accordo del 2012 vengono dettagliati i contenuti, i requisiti e le attrezzature che sono oggetto dei corsi. E proprio in questo accordo si specifica che i carrelli elevatori, esclusi solamente quelli che lavorano nel settore edile (telescopici), sono mezzi che rientrano nella lista di quelli che necessitano di un corso di minimo 12 ore.

Il corso per “patentino muletto” è un obbligo per i datori di lavoro

I datori di lavoro sono tenuti a far frequentare il corso per i il “patentino del muletto” ai propri lavoratori a meno che durante l’assunzione non si evinca che il candidato sia già in possesso di questa abilitazione. In questo ultimo caso si provvederà non solo a verificare i documenti in cui si attesti che in precedenza il lavoratore fosse abilitato a guidare carrelli elevatori simili a quelli presenti in azienda, ma si provvederà anche a verificarne le abilità attraverso una prova pratica da svolgersi in azienda.

Qual è l’utilità del corso per carrelli elevatori

Le si analizza il registro degli infortuni nelle aziende, si evince immediatamente la pericolosità dell’impiego di carrelli elevatori. Insomma, guadare il muletto è una attività altamente rischiosa.
Incidenti e infortuni sono costi per l’azienda e per la società, è quindi normale che per poterli guidare agli operatori venga richiesta frequentazione di un corso che non solo per poterli guidare, ma per poterli guidare consci dei rischi ad essi associati.

Ovviamente il corso per il patentino del muletto solo una delle azioni che in azienda è necessario fare per abbassare i livelli di rischi e veder diminuire gli incidenti e gli infortuni.

Infatti la formazione, l’addestramento in azienda e l’esperienza dovranno unirsi anche alla costante manutenzione dei carrelli stessi e alla ricezione di tutti i dispositivi di protezione del caso.

Quindi esiste il “patentino muletto”?

Come dicevamo prima, una patente specifica rilasciata dalle autorità preposte solitamente per i mezzi che si guidano come la motorizzazione civile in Italia non è prevista.

Basta la patente B o la patente C, a seconda del tipo di carrello da guidare per abilitare la guida del muletto in aree pubbliche.

Ovviamente per guidare il muletto serve un’abilitazione specifica aggiuntiva per affrontare le problematiche di sicurezza durante il lavoro, come richiesto dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 e entrato in vigore il 13 marzo 2013.

L’abilitazione richiesta si sostanzia di fatto nella frequentazione di un corso di almeno 12 ore erogato però da ua serie di soggetti abilitati (scuole) sul terriotrio e che possono erogare corsi abilitanti da mulettista.

L’abilitazione quindi si consegue con il corso, che di fatto è un vero e proprio training professionale teorico e pratico di 12 ore almeno.

Chi può tenere i corsi per conseguire il patentino muletto?

Ma allora chi è in grado di rilasciare questa abilitazione, questo patentino per il muletto?

Chi svolge i corsi per la patente da carrellista deve essere un soggetto riconosciuto e autorizzato, accreditato a livello regionale come scuola professionali: nessun altro soggetto è abilitato a farvi conseguire l’abilitazione per la guida dei carrelli elevatori.

Occorre quindi richiedere la documentazione relativa all’accreditamento della società o ente formativo al quale ci si rivolge.

Verificare le credenziali del soggetto o dell’ente erogante la formazione è semplicissimo: basterà andare sul sito della Regione di appartenenza e consultare l’albo degli Operatori professionali.

Verificare l’iscrizione all’albo del potenziale fornitore di servizi e di corsi per il patentino del muletto è un modo come un altro per tutelarsi e per scegliere formazione di qualità che non solo sia utile ad adempiere alle richieste di legge ma che sia poi efficace durante l’impiego quotidiano dei mezzi.

Le principali cause di infortunio da carrello elevatore

Il corso per il patentino del muletto vuole principalmente diminuire il numero di incidenti sul lavoro che vedono coinvolti questi mezzi e il personale che svolge le proprie manisioni nei pressi dei carrelli elevatori.

Principalmente le cause di incidente che vedono coinvolti i muletti sono due:

  • La sottovalutazione dei pericoli: subentra la routine e nel tran tran quotidiano ci si muove ad intuito dimenticandosi sovente delle regole e della prassi
  • La connivenza dei superiori con le azioni che non seguono le regole e che non mettono in pratica i principi della sicurezza.

Proprio per queste due cause è necessario, oltre che utile ripetere il corso di tanto in tanto in modo da esercitare e verificare le effettive competenze del lavoratore.

Corso per Patentino Muletto: chi può formarsi?

Per svolgere l’attività di mulettista, per guidare i carrelli elevatori, gli operatori (detti in gergo carrellisti o mulettisti)hanno bisogno di alcune conoscenze specifiche.

Il personale va perciò scelto e formato con particolare cura perché con la loro attività quotidiana i carrellisti vivranno situazioni di rischio nelle quali le loro capacità faranno la differenza.

Il corso per Patentino Muletto è solitamente rivolto ai Datori di Lavoro che devono formare loro stessi e il loro personale e ai Lavoratori Autonomi che intendono conseguire il patentino di abilitazione per il muletto in modo di migliorare la loro competitività nel mondo del lavoro.

Per iscriversi al corso per patentino muletto e conseguirlo, l’unico vero requisito specifico è comunque quello che il corsista deve essere in possesso della patente di guida categoria B.

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Quali sono i riferimenti legislativi riguardanti il corso per patentino muletto?

I riferimenti normativi e legislativi per tutto ciò che concerne il patentino per la conduzione dei carrelli elevatori sono i seguenti:

  • Accordo Stato–Regioni del 21.12.2012,
  • Accordo Stato–Regioni del 22.02.2012,
  • D.Lgs. 81/08, DIR. CE 89/391
  • D.Lgs. 106/09, Direttiva Macchine 2006/42/CE,
  • Direttiva Macchine n. 17 del 27.01.2010.

 

Programma indicativo dei più popolari corsi per il patentino del muletto

In un corso per patentino muletto il programma, indicativamente, potrà toccare i seguenti argomenti:

  • Parte normativa con introduzione alla normativa generale in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, alla Direttiva Macchine 2006/42/CE e alla Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2012;
  • Approfondimento sulle varie tipologie di veicoli per il trasporto interno: transpallet manuali ai carrelli elevatori frontali a contrappeso.
  • Analisi dei rischi connessi all’uso di carrelli elevatori semoventi.
  • In particolare si analizzeranno: caduta del carico, rovesciamento, ribaltamento, urti delle persone con il carico o con elementi mobili del carrello,
  • Analisi dei rischi legati all’ambiente (ostacoli, linee elettriche, ecc.)
  • Analisi dei rischi legati all’uso delle diverse forme di energia (elettrica, idraulica, ecc.)
  • Brevi accenni di fisica (valutazione dei carichi movimentati, condizioni di equilibrio di un corpo, stabilità, baricentro del carico, concetto di leva di primo grado, le linee di ribaltamento, stabilità statica e dinamica e influenza dovuta alla mobilità del carrello e dell’ambiente di lavor, forze centrifughe, inerzia, ecc..).
  • La tecnologia impiegata nei carrelli elevatori: terminologia, caratteristiche generali e principali componenti. Ingranaggi, caratteristiche, funzioni e principi di base del funzionamento del carrello elevatore
  • Analisi delle principali parti del carrello come: forche e/o organi di presa, montanti di sollevamento, posto di guida, sedile, comandi (leve, pedali, piantone sterzo e volante, freno di stazionamento, interruttore generale a chiave, interruttore d’emergenza),clacson, beep di retromarcia, segnalatori luminosi, fari di lavoro, strumenti e spie dì funzionamento, freni e ruote.
  • Modalità di ricarica/rifornmento e manutenzione del muletto.
  • Modalità di utilizzo in sicurezza dei carrelli semoventi: procedure di movimentazione, segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro, procedura di sicurezza durante la movimentazione e lo stazionamento del mezzo, visibilità
  • Approfondimento sui lavori in condizioni particolari (esterno, su terreni scivolosi e su pendenze e con scarsa visibilità)
  • Norme sulla circolazione, movimentazione dei carichi, stoccaggio, ecc.
  • Nozioni sui possibili rischi per la salute e la sicurezza collegati alla guida del carrello ed in particolare ai rischi riferibili: all’ambiente di lavoro; al rapporto uomo/macchina; allo stato di salute del guidatore
  • Prove di guida e di impiego
  • Approfondimento sui DPI obbligatori

Il corso per il patentino muletto offre una qualifica professionalizzante?

Improovo offre la possibilità di selezionare uno fra i migliori formatori nel mondo dei carrelli elevatori ad un prezzo conveniente. Il corso di formazione per i carrelli elevatori nella maggior parte dei casi i datori di lavoro che hanno obblighi di legge ben precisi e devono avere personale formato e in possesso delle giuste qualifiche per le mansioni svolte.

I corsi per mulettisti e carrellisti attirano però anche chi è in cerca di lavoro. In genere disoccupati, iscritti alle agenzie interinali, iscritti alle liste di collocamente o persone che semplicemente vogliono riqualificarsi per poter cambiare mansione o lavoro. Il corso per patentino muletto aggiunge una qualitativa al proprio curriculum vitae che tante volte fa la differenza.

Diciamo che quando un datore di lavoro cerca un nuovo lavoratore da assumere per mansioni legate al magazzino e alla movimentazione delle merci, preferisce solitamente persone già in possesso di questa qualifica ovvero chi è in grado di esibire l’attestato formale di partecipazione al corso per il cosiddetto “patentino da mulettista o carrellista”.

I modelli di carrelli elevatori

Esistono diversi tipi di carrelli elevatori, a seconda delle esigenze delle aziende verranno impiegati i più adatti a svolgere lo scopo che ci si è prefissati.

Specifica su Improovo le tue esigenze: che carrelli devono saper guidate i tuoi lavoratori, in quali condizioni operano?
Perché vostra attività potrà capitarvi di incontrare i seguenti tipi di carrelli elevatori o muletti.

Carrello per container

Questi speciali carrelli elevatori, forse i più cafini da identificare visivamente sono chiamati “carrelli per container” e sono specificatamente disegnati per movimentare container ISO su navi,trani merci e camion.

I carichi che vengono movimentati con questi speciali tipi di muletto sono molto pensanti, pertanto la movimentazione delle merci di questo tipo richiede un meccanismo di contrappeso atto a mantenere l’equilibrio del mezzo.

Un container persa mediamente 40 tonnellate, mentre il suo involucro vuoto raggiunge facilmente le 10 tonnellate. Capite quindi che le forze in gioco sono consistenti pertanto il carrello avrà un peso di oltre 70 tonnellate.

I modelli più performanti di questi muletti, che potete vedere spesso impiegati nelle grandi aree di stoccaggio logistico e nei porti sono in grado di sollevare anche un paio di container vuoti. Per questo spessissimo sono impiegati motori diesel o a kerosene, e solo più raramente motori elettrici.

Carrelli elevatori frontali

I carrelli chiamati carrelli frontali o in maniera gerale muletti sono i carrelli elevatori più comuni e diffusi sul mercato. Sono composti da una unità di sollevamento, costituita da un montante con le tipiche forche distanziate di 1,20 metri.
Ecco perché in inglese prendono il nome di “forklifht” cioè “forche-sollevatrici”.

Grazie all’impiego di questi carrelli elevatori è possibile con agilità movimentare, trasportare e stivare merce e materiali posizionati su bancali a norma europea.

I carrelli elevatori frontali, detti gergalmente muletti hanno una infinità di impieghi e pertanto possono trovarsi sul mercato diversi tipi di carrelli elevatori che rispondono a tipi di esigenze leggermente diverse.
All’interno dei magazzini e al chiuso sono impiegati i carrelli elevatori elettrici perché hanno motori silenziosi non inquinanti né con gli scarichi né con il rumore.

All’esterno la scelta è un po’ più ampia anche perché in esterno si impiegano solitamente i carrelli elevatori di solito i più potenti con motori a benzina, diesel o talvolta a gas.

Nei carrelli elevatori frontali, all’operatore è assegnato una postazione di guida situata dietro il montante. Solitamente il posto di guida si sostanzia di un solo sedile, una cabina aperta con un tettuccio e telaio protettivi.
Nei carrelli elevatori frontali di più grosse dimensioni e con potenze maggiori si trova molto frequentemente una cabina chiusa, che insonorizza dai rumori e consente di lavorare con qualsiasi condizione meteorologica in totale comfort.

la propulsione dei carrelli elevatori frontali è posta sotto il sedile del guidatore in moda da avere un baricentro basso. Questo garantisce stabilità nell’operatività quotidiana.

Lo sterzo posteriore, offre ai carrelli elevatori frontali grande agilità. Questo fa si che essi siano adattissima lavorare in corridoi stretti e in spazzi ottimizzati proprio per stoccare grandi quantità di merce, in cui ogni corridoio costituisce un certo quantitativo in meno di merce che può entrare nel magazzino.

Nei muletti di questo tipo è necessario fare una distinzione fra due tipi di carrelli: quelli a 3 o a 4 ruote.

Il carrello a 4 ruote offre una portata di sollevamento solitamente più alta e una migliore stabilità rispetto al carrello a 3 ruote che offre invece una manovrabilità superiore negli spazi stretti.

I carrelli elevatori frontali possono arrivare a 6,5 tonnellate di portata. La differenza la fa il motore e il peso complessivo del carrello. Infatti, normalmente la capacità di carico è maggiore nei carrelli con motore a scoppio, rispetto a quelli dotati di motore elettrico.

Il montante invece determina l’altezza di sollevamento di un carrello elevatore frontale.
Il montante può essere costruito come duplex o triplex. Significa che le parti preposte al sollevamento si allungano idraulicamente di due o tre volte la lunghezza. L’altezza massima comunque non supera quasi mai i 7 metri.

Carrello elevatore fuoristrada

Quello che generalmente è chiamato carrello elevatore fuoristrada è un particolare tipo di carrello controbilanciato a quattro ruote. Il muletto fuoristrada è nato per il lavoro all’esterno su terreni accidentati.
Ovviamente, anche in questo caso, alcune condizioni particolari di lavoro hanno generato diverse declinazioni di questo tipo particolare di carrello elevatore.
Ove sono presenti buche, su terreni accidentati viene consigliato l’impiego di ruote più grandi di quelle che solitamente si vedono nei carrelli elevatori.
I carrelli elevatori adatti al fuoristrada sono anche più alti da terra rispetto ai loro omologhi da magazzino.
Questi carrelli sono controbilanciati e hanno a disposizione solitamente quattro e a volte sei gomme ad aria. Sono dotati di trasmissione idrostatica, ma possono anche essere accessoriati con un cambio meccanico o idrodinamico.
Quando il terreno però diviene fangoso, magari uno sterrato zuppo di acqua può essere impiegato con maggior profitto un carrello elevatore fuoristrada con 4 ruote motrici. Un muletto 4×4 in queste condizioni rappresenterà sicuramente mezzo per produrre di più e in totale sicurezza.

Il bloccaggio del differenziale e i giunti elastici con due o quattro ruote motrici aggiungono un alto grado di libertà di movimento e agilità.
Quando le condizioni di lavoro sono particolarmente aspre, il carrello elevatore fuoristrada fornisce una un’alta stabilità e resistenza grazie ad un montante robusto e un telaio monoblocco rinforzato.

Le zone di impiego per questi carrelli elevatori sono quelle dei contesti agricoli, nella silvicoltura, nell’industria del legno, nelle miniere, nell’industria ecologica del riciclo, nell’industria pesante, negli impianti industriali come in quelli di betonaggio e per conglomerati bituminosi.

Carrello elevatore laterale

I carrelli elevatori laterali vengono alimentati con energia elettrica, diesel o a gas e sono perfetti per trasportare e impilare merce quando questa risulti essere molto lunga e ingombrante e in spazi molto ristretti.
Come si può immaginare l’impiego più comune di questo tipo di carrello elevatore lo si ha nell’industria del legno. Ma anche l’industria in generale si avvale dei carrelli elevatori laterali per movimentare elementi lunghi come barre di acciaio o tubi in plastica.
Il muletto elevatore laterale a quattro vie ha un pianale di guida ma può anche essere dotato di seggiolino per l’operatore del carrello.
Questo speciale tipo di muletto solleva la merce con le forche laterali l’appoggia per il trasporto su di un ripiano posto al lato. Il carrello elevatore laterale che si può trovare sul mercato offre una portata che varia fra i 1.000 e i 6.000 kg e ha un’altezza di sollevamento fra i 3.000 mm e gli 8.000 mm.

Transpallet a pantografo

Che cos’è il transpallet a pantografo? Questo particolare tipo di traspallet viene impiegato esattamente come un comune transpallet manuale. La differenza fondamentale fra i due attrezzi consiste nell’altezza di sollevamento.

Grazie ad una pompa idraulica è possibile sollevare oltre 1.000 kg fino a 800 mm.

Questi tipi di traspallet a pantografo la pompa idraulica è elettrica e alimentata da una batteria. Questi sollevatori rappresentano una benedizione per gli operatori dei centro logistici che vengono così aiutati nella movimentazione di carichi più piccole che sarebbero in alternativa da spostare manualmente.

Commissionatore

Il carrello elevatore chiamato gergalmente “commissionatore” è uno strumento utile a movimentare merce che viene alimentato elettricamente.
Il commissionatore ha la sua particolarità nella postazione di guida dell’operatore, infatti il sedile, a differenza dei normali muletti, segue la merce mentre questa viene alzata e sollevata.

L’offerta di carrelli commissionatori è vasta e varia dalle differenti altezze raggiungibili dalla merce.
Per questo specifico motivo i commissionatori si definisco come di basso-, medio- e alto- livello.

Carrelli da magazzino/Impilare/Stoccatore

Esistono anche carrelli elevatori più semplici dotati di elevazione manuale o meccanica. L’elevazione avviene grazie a una pompa idraulica che viene azionata con il movimento del piede o della mano.
Per abbassare la merce, l’operatore dovrà solo liberare lentamente una valvola.
Questi carrelli elevatori da magazzino hanno una portata che pul raggiungere i 1200 kg e un’altezza di sollevamento che non supera i 2.000 mm.
Ovviamente sono assai diffusi i carrelli da magazzino che hanno in dotazione un motore elettrico. Grazie a questo motore la portata può arrivare fino a 2.500 kg e l’altezza a 5.500 mm.
Come al solito, l’operatore procede a piedi affiancando il carrello oppure viene alloggiato su un’apposita pedana.
Questi carrelli elevatori sono frequentemente usati nel settore logistico e rappresentano uno degli strumenti più comuni per chi si occupa di logistica.

Timonato

Si chiama carrello timonato quel particolare carrello elevatore che è privo del posto guida.

Il carrello elevatore timonato è progettato per essere accompagnato a piedi dall’operatore oppure su di una pedana retraibile.
Il muletto timonato è governato grazie a un timone, il quale conferisce al nome.
Mancando il posto guida, il carrello è fra i più facilmente manovrabili in commercio. Ottimo per le aziende in cui gli spazi sono stretti ed angusti viene governato con estrema semplicità proprio grazie al suo timone.

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