E’ possibile lavorare insieme ai figli?

E’ possibile lavorare insieme ai figli?

Per molti queste settimane di isolamento sono state il primo e vero caso di convivenza fra il proprio lavoro e i propri figli, un’occasione forzata di trovare un equilibrio fra le stringenze del primo e le necessità dei secondi. Un’esperienza che forse, quando torneremo ad una vita lavorativa più “normale”, porterà a delle riflessioni su questo ed altri ambiti (si pensi, ad esempio, al lavoro agile).

Lavoro e figliIn alcune realtà la possibilità di portare i propri bimbi piccoli in ufficio non è un concetto nuovo, soprattutto da quando si è compreso quanto questa flessibilità sia gradita alle generazioni di dipendenti più giovani. La difficoltà nell’attrarre e trattenere certe categorie di lavoratori può essere supportata proprio da programmi per bambini ben pianificati e ben implementati.

Esperienze positive vengono per esempio dagli Stati Uniti, sia nel privato che nel pubblico, dove Stati come Arizona, Nevada, Vermont, ecc. hanno lanciato dei programmi che consentono ai dipendenti statali di portare i propri bambini sul posto di lavoro. L’idea di base è quella di integrare questa possibilità con i congedi parentali e soprattutto di migliorare il benessere e la positività degli impiegati come leva per la competitività. Programmi come questi consentono ai genitori di portare il bambino già al compimento delle 6 settimane e fino ai 6 mesi circa.

Ovviamente vengono create le condizioni affinché l’ambiente sia sicuro e salubre, mentre i genitori devono attenersi a delle regole di collaborazione e produttività. Parlando di benessere dei dipendenti, sono iniziative che aggiungono umanità al posto di lavoro e la sensazione che un’azienda si prenda davvero cura delle persone e delle famiglie. E può essere davvero un fattore di differenziazione nella ricerca di talenti.

Il principio generale alla base di questi approcci, tanto per l’accesso dei figli in ufficio quanto per la “convivenza” nello smart working di questi giorni, è il ragionare per obiettivi e per risultati raggiunti, non per numero di ore lavorate. A ragionare in questi termini, in tanti non sono ancora pronti.

 


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